Concerto 1 maggio: day after

03/05/2017

9 ore di musica, tanti artisti, centinaia di migliaia di persone: si parla addirittura di 900.000 spettatori che si sono avvicendati in piazza San Giovanni. Numeri da record. La scampagnata fuori porta è stata sconfitta dal fronte del palco.

In questo interminabile concerto per la festa dei lavoratori in realtà ci sarebbe poco da festeggiare. Disoccupazione, inoccupazione, precariato, lavoro nero e sfruttamento sono parole che troppo spesso entrano nella vita di milioni di italiani e li accompagnano come fidi scudieri.

Ma il 1 maggio a Roma vuol dire canzoni, corpi assiepati, birra, sudore, movimento controculturale. Vuol dire aggregazione. E i cantanti? Sono in parecchi, tra big veri e presunti, nuove proposte e formazioni che nascono e muoiono su questo palco. Introdotti da un pimpante Clementino e una Camila Raznovich senza voce, alcuni non ce la fanno e gettano la spugna prima di cominciare: succede a Sfera Ebbasta e Paolo Benevegnù. Problemi di salute li mettono ko.

Va bene Francesco Motta, con il suo premio Tenco in tasca, e piace anche Artù. Gli Ex Otago colpiscono al cuore la platea: "ti è mai capitato di sentire questa frase: i giovani d'oggi non valgono un cazzo", cantano in "I Govani D'Oggi". Il che ripropone la spinosa questione: sono i ragazzi di oggi che non hanno alcuna preparazione e non sanno fare nulla o è diventato molto più difficile trovare lavoro e quello che c'è è viziato da una esasperata competitività?

Le Luci Della Centrale Elettrica hanno testi interessanti e un nome che colpisce. L'unico problema è che il frontman Vasco Brondi ha un difetto piuttosto importante per chi, come lui, vuol fare il cantante: non è intonato.
Francesco Gabbani, privo di scimmia, è visibilmente in preda all'emozione e lotta per non farsi sopraffare. Ha ancora quell'espressione di chi non riesce a credere a quello che gli sta capitando. Tutto questo si traduce nella moltiplicazione dell'entusiasmo, ma anche in un minore controllo.
La Brunori Sas è una delle band più attese. Il recente quarto album è quello che molto più degli altri l'ha sdoganata al grande pubblico. Dario Brunori è la star, che riesce sempre a essere originale, anche in conferenza stampa: "non parlerò di lavoro perché non parlo di cose che non conosco. Non ho mai lavorato in vita mia e mi sarebbe difficile", aveva dichiarato l'altro ieri.

Su Edoardo Bennato c'è un piccolo giallo: durante l'esecuzione della sua quarta canzone, la Rai manda in onda la pubblicità, tagliando la sua esibizione. Semplice errore o possibile censura? Ottima performance degli Editors, come da copione, e dei Public Service Broadcasting, che chiudono la serata intorno alla mezzanotte.

Mal la musica è davvero così importante in questa circostanza? E' la vera protagonista? La sensazione generale è che, se c'è un evento canoro in cui la precisione dell'esecuzione conta come il due di coppe quando la briscola è bastoni, questo è proprio il concerto del 1 maggio. "Ciao Roma! Siete bellissimi!". E' questa la frase che in loop sono chiamati a pronunciare tutti gli artisti per ottenere il gradimento degli spettatori. Un pò come quando , nei concorsi di bellezza, la reginetta deve dire che vorrebbe "la pace nel mondo". Va bene il minimo sindacale o anche qualcosa che ne sta al di sotto. Anche perché forse l'attenzione si ferma qui.

Temistocle Marasco


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