Intervista a Francesca Flotta

21/09/2017

Carmen Zangaro, studentessa ed etnomusicologa (con una tesi di laurea sulla ricerca dei processi di patrimonializzazione del repertorio musicale calabrese allo stato attuale, ha incontrato Francesca Flotta, studentessa in DAMS presso l'Università della Calabria, cantante e danzatrice di musiche del sud Italia ed aspirante attrice.

Di seguito l'intervista:

1)Una nuova stagione per la musica popolare calabrese. Quali sono, secondo te, le motivazioni che oggi spingono un musicista a intraprendere un percorso di riproposta del repertorio musicale calabrese?

-Credo che innanzitutto e molto banalmente sia l'amore per la sua terra. Il riconoscersi in quei suoni. Quando si inizia a comprendere questo linguaggio (musicale e non) si entra in un vortice, ti assorbe. Come succede del resto con tutti gli altri generi. Io immagino la musica etno-popolare come un cerchio. Che poi è quello che sta alla base della danza e ancor di più della danza popolare. Il musicista credo sia spinto dall'appartenenza, dai canti e dai suoni del suo luogo. La scoperta del perché i nostri nonni cantavano della vita con parole semplici e musica semplice. Riproporli per non perderli, per poter dire: "ecco questo si canta nella mia "comunità."

2)E' giusto, secondo te, etichettare le pratiche musicali odierne sotto l'appellativo di "musica popolare"?

-Sì. Ognuno suona la musica popolare esaltando il suo spirito. Rock, jazz, blues. Il gruppo in cui canto ad esempio ha un sound particolarmente folk-rock, un'altro più tradizionale. È giusto sì. Come se fosse una questione di rispetto per i più "tradizionalisti".

3)ci sono degli elementi di novitá, rispetto al passato, nel fare musica di matrice locale? Se sì, quali sono secondo te?

-La musica è cambiata. Anche i testi si sono adeguati. Certamente nel 2017 non possiamo cantare o suonare come lo facevano i nostri nonni.

4) la risposta del pubblico è complessivamente positiva? Qual è la fascia di target maggiormente affezionata a queste pratiche?

-Essendo ormai le tarantelle, le pizziche un fenomeno, il pubblico risponde sempre. Ciò che ho potuto osservare durante i nostri tour è che in determinate zone come il Catanzarese o l'Aspromonte c'è una solida cultura su ciò che è la musica etno-popolare. Quest'estate ad esempio mi sono emozionata nel vedere una vera e proprio "Rota" in un paese sul catanzarese, Botricello. Tutti danzavano e tutti comunicavano con lo stesso codice. La fascia d'età varia. Certo i giovani si avvicinano sempre più alle tradizioni popolari.

5) pensi sia solo un fenomeno passeggero, oppure credi nella diffusione (anche oltre i confini locali) di queste pratiche musicali?

-È già oltre i confini. La danza è la prima a varcarli. Oggi abbiamo troppi gruppi di musica etno-popolare e pochi si differenziano. Non credo sia un fenomeno passeggero per il semplice fatto che è in costante evoluzione. Ciò che penso fermamente è invece "diffidate dal folklore".

Carmen Zangaro


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