Jovanotti compie 50 anni

30/09/2016

Lorenzo Cherubini, classe 1966, spegne 50 candeline. Eppure a vederlo così non lo diresti mai, soprattutto quando, durante i suoi concerti, saltella con sincero vigore avvolto in una calzamaglia invisibile da Peter Pan, proprio quella di un bambino in grado di volare.

La sua favola comincia con un bocciatura: dopo una gavetta quasi decennale come disc jockey, arriva davanti a Claudio Cecchetto, che lo liquida col più classico "grazie, le faremo sapere". Il fondatore di radio dj, poco tempo dopo, su insistenza della sua ex moglie, provina nuovamente quel giovane dall'aria scanzonata e la "esse" zeppolosa. Stavolta l'esito è diverso. Da qui inizia la storia del ragazzo fortunato. Siamo alla fine degli anni '80.

Il lavoro in radio è accompagnato dall'uscita dei primi album, la cui matrice si ritrova nel rap e nell'hip pop. La visiera del cappello è sempre girata all'indietro. I pezzi funzionano. Jovanotti in questa fase è un cantante per i giovani, è il menestrello della festa, il capo della banda.

Nel 1991 incontra il bassista Saturnino, avviando un sodalizio che dura ancora nel tempo. Il rap ha sempre un ruolo importante, ma qualcosa comincia a cambiare. Nel 1992 lo danno già per finito, marchiando quella scalata così repentina come il frutto di una mano fortunata, di una buona dose di culo di un ragazzo genuino si, ma privo di grande talento.

Lui stesso dice di essere stonato, ma intanto sforna hit come fossero cornetti caldi. Tanto per dirne una, "L'Ombelico Del Mondo", esempio di frastuono organizzato, è entrata nella top ten in Libano e Israele, paesi in cui un risultato simile appariva impensabile.

Album dopo album, risultato dopo risultato, c'è sempre quella sensazione che la data di scadenza si stia avvicinando, che quel successo raggiunto con una contagiosa energia e la forza della semplicità stia per terminare. E invece Lorenzo Cherubini stupisce ancora. Affina la scrittura e compone una delle più belle canzoni d'amore di sempre ("A Te"). La spensieratezza giovanile cede il passo alla maturità, che porta in dote una maggiore profondità dei testi, in cui si trovano rimandi filosofici, religione, politica e più spazio per i sentimenti. Nasce una nuova fase intimista che non sostituisce, ma affianca i pezzi più ruffiani e i tormentoni, arricchendo il ventaglio della proposta. Jovanotti diventa un artista intergenerazionale.

I suoi concerti sono suoni e odori: essenza di rosa sul pubblico durante "Raggio Di Sole", arancio durante "Dolce far niente", aroma di cappuccino per "Gente Della Notte".

La sensazione è quella di un cantante mai uguale a se stesso, di uno studio assennato poi tradotto in un cambiamento sempre vincente. Soltanto la sua famosa "zeppola" non si è mai piegata al rinnovamento, ergendosi a simbolo della continuità. E allora auguri Lorenzo! "Fono folo ftafera fenza di te!"

Temistocle Marasco


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