Liberato: era davvero lui in concerto a Torino?

05/11/2017

Il cantante senza volto noto come Liberato prosegue il suo momento magico esibendosi per la prima volta dal vivo. Al festival Club to Club di Torino ha eseguito 3 brani già conosciuti e un inedito davanti a 7.000 spettatori. La cifra stilistica è stata rispettata: cappuccio e volto coperto. Non fa una piega.

Questo non consente in realtà neppure di dire che sia effettivamente lui. Al Mi Ami, lo scorso maggio, le sue canzoni sono state eseguite da colleghi come Calcutta, mentre il vero protagonista assisteva allo spettacolo confondendosi nella folla. Stavolta c'era un corpo.

Sul palco, in mezzo a due musicisti, Liberato ha mostrato nulla di più che la sua voce, con quell'accento campano che già si conosceva. Quando sono partite le sue hit in dialetto "Tu T'E' Scurdat'E' Me", "9 Maggio" e "Gaiola Portafortuna", il pubblico piemontese le ha cantate insieme a lui. La platea conosceva le parole, sciorinate forse senza capirle, quasi come fosse un testo in inglese. Il che appare finanche rivoluzionario e inorgoglisce i conterranei che assistono al successo di chi, per uscire dall'anonimato, ha dovuto indossare i panni dall'anonimo.

E' il termometro dell'attenzione che una trovata di per sé semplice è riuscita a catalizzare, creando un personaggio che, forse, qualora avesse avuto due occhi, un naso e una bocca, avrebbe scritto tutta un'altra storia.


Temistocle Marasco


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