Luca Carboni al Settembre Rendese

24/09/2016

Il "Settembre Rendese" è una manifestazione che si segnala sempre per la presenza di artisti di spessore. Quest'anno, sul palco allestito in prossimità del Comune, c'è Luca Carboni, che approda in provincia di Cosenza in una delle due date calabresi del suo tour (l'altra è a Lamezia Terme il 24 settembre).

Nell'attesa delle 21:30, orario prefissato per lo start, gli spettatori vengono intrattenuti da un ottimo dj set, che sciorina, tra i tanti, Police, The Cure e Cyndi Lauper.

Il pubblico è ben nutrito, i locali ai bordi del palco sono pieni, gli abitanti delle case circostanti prendono posto sui loro balconi e si comincia. Luca Carboni indossa occhiali scuri d'ordinanza e fa bello sfoggio della sua zeta scivolosa, che tradisce le origini bolognesi.

Il pronti via è piuttosto tiepido e l'esecuzione dei brani meno conosciuti non aiuta a creare quell'empatia tra la band e il fronte del palco, che è il sale di ogni concerto. Beh, quando non piace la musica, almeno si può apprezzare la poetica. Peccato che anche questo aspetto sia frustrato da un settaggio audio claudicante, che accentua la peculiarità di Luca Carboni di non essere troppo limpido nello scandire le parole.

La maggior parte dei presenti dà l'impressione che sarebbe stata ugualmente in quel luogo, a quell'ora, in quel giorno, indipendentemente dalla presenza dell'artista emiliano. La folla non restituisce emozione. Sul palco non arriva nulla. Applausi rari e poco convinti. Questo porta a un'amara riflessione: in quel di Rende Luca Carboni non ha di fronte a sé dei fan, ma solo degli spettatori distratti e anche un pò annoiati.

Col passare del tempo, l'atmosfera migliora, grazie a un trittico di brani che scaldano la platea: "Silvia Lo Sai", "Mare, Mare" e "Farfallina". I cellulari finalmente si staccano dalle chat e si mettono in modalità concerto: registrano degli spezzoni di live. Con "Inno Nazionale" e "Non E'" Carboni assesta altri due colpi decisivi.

E poi la attualissima "Luca Lo Stesso", un brano sull'amore, di cui l'artista è antico messaggero, una canzone attraverso la quale ricorda di essere sempre lui, di non essere cambiato, nonostante lo scorrere del tempo.

La chiusura del cerchio non può prescindere da "Ci Vuole Un Fisico Bestiale", successo targato 1992. A fine serata degustazione di "Fragole Buone Buone". E tutti a nanna.

Temistocle Marasco


Vai ai testi di Luca Carboni


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