Ludovico Einaudi: un pianoforte in mezzo all'Artico

26/06/2016

Incredibile performance di Ludovico Einaudi per la campagna di Greenpeace contro le trivellazioni, la pesca intensiva e il surriscaldamento globale: partito dalla Germania sulla nave Arctic Sunrise, ha raggiunto l'arcipelago delle isole Svalbard, nel mar Glaciale Artico. Tanto ghiaccio, il bianco candore dei paesaggi, il silenzio palpitante e la sensazione di poter percepire la potenza della natura.

In mezzo a questo scenario algido, apparentemente immobile, Einaudi colloca il suo pianoforte a coda di colore nero, un puntino dissociato da una distesa omogenea di tinte chiare. Suona "Elegy To The Arctic" in un palco senza precedenti, dove non ci sono spettatori. Per 3 minuti e 13 secondi quell'aria eternamente silente, spezzata solo dal vento e dal tonfo dei blocchi di ghiaccio che cadono in mare, si riempie di note.

La piattaforma galleggiante su cui si esibisce si adatta a quell'incedere quasi impercettibile che caratterizza l'ambiente circostante, quell'ambiente così puro minacciato a più riprese dall'uomo. La presenza di Einaudi al fianco di Greenpeace è un segnale forte, che ha l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alla tutela di questi luoghi.

"Arrivare qui è un'esperienza incredibile. L'Artico non è un deserto, ma un luogo pieno di vita", ha detto il compositore torinese.

"Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest'area meravigliosa e suonare una mia composizione ispirata alla bellezza dell'Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale.
Dobbiamo comprendere l'importanza dell'Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi".
Temistocle Marasco

Temistocle Marasco


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