Luigi Tenco: 50 anni fa la sua morte al festival di Sanremo

24/01/2017

Il festival di Sanremo è alle porte. Ad esso sono legate tante canzoni di successo, ma anche episodi clamorosi e, per certi versi inspiegabili. Tra questi va annoverata la morte di Luigi Tenco, suicidatosi la notte della sua eliminazione dalla competizione canora più importante d'Italia.

Il cantautore di Cassine aveva solo 29 anni. Partecipava al festival col brano "Ciao Amore Ciao", in coppia con Dalida. Rientrato nell'hotel Savoy dopo essersi esibito sul palco dell'Ariston, si è sparato un colpo di pistola alla testa nella camera 219. Era il 27 gennaio 1967, 50 anni fa.

Vicino al corpo senza battito venne trovato il seguente biglietto: "Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi".

Nel breve scritto emerge con chiarezza il disappunto verso le scelte del pubblico e della giuria di qualità. "Io, Tu E Le Rose" di Orietta Berti arriverà quinta e "La Rivoluzione" di Gianni Pettenati addirittura ultima.

Le motivazioni sembrano fin troppo chiare, ma non proporzionate alla durezza del gesto. Un gesto che in molti non solo non hanno accettato, ma al quale non hanno neppure creduto: una serie di circostanze piuttosto strane, che coinvolgono la loggia massonica P2, la sabbia nei capelli della salma e presunti speronamenti in auto, hanno portato, nel 2005, alla riesumazione del cadavere per effettuare rilievi ulteriori. L'ultimo supplemento di indagine è stato svolto nel 2016, ma nulla ha distolto dall'originaria conclusione: si è trattato di suicidio.

I colleghi che erano con lui quella sera del 1967 hanno riferito di averlo visto già turbato e quasi assente ancor prima di esibirsi, quando la delusione per la sconfitta e la probabile assunzione di alcolici e Pronox non avevano ancora fatto la loro parte nel condurlo alle soglie della sua esistenza.
Tenco era un talento purissimo che sorrideva poco, forse perché portava dentro quella malinconia che spesso si è rivelata decisiva nel processo creativo delle grandi canzoni.

Temistocle Marasco


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