Sanremo 2017, quarta serata: non è un festival per vecchi

11/02/2017

20:50, comincia il festival. Carlo Conti è schierato sul palco con le 4 nuove proposte giunte in finale. Stasera verrà proclamato il vincitore. Leonardo Lamacchia apre le danze, seguito da Lele. Il terzo ad esibirsi è Maldestro. Chiude il convoglio degli emergenti l'ex "The Voice" Francesco Guasti.

Il presentatore toscano ci tiene a sottolineare che il festival non è ancora cominciato, quasi come se volesse dire che le nuove proposte sono qualcosa al di fuori di esso, una tangente che lambisce il cerchio ma non ci entra dentro.

Lo spettacolo vero comincia con i giochi di luci di due ballerini color carne. Maria bissa le trasparenze della sera prima e, insieme a Carlo Conti, presentata la giuria degli esperti: Giorgio Moroder, Rita Pavone, Linus, Violante Placido, Paolo Genovese, Giorgia Surina, Andrea Morricone e la youtuber Greta Menchi.

Maria si produce in una gag con dentiera di plastica che di spiritoso non ha nulla e apparecchia per Ron con "L'Ottava Meraviglia". Per introdurre Chiara anche Carlo Conti indossa i denti finti. L'effetto è doppiamente fragile. Le facce da Sanremo non funzionano.

Il terzo campione in gara è Samuel, col suo messaggio di speranza mixato al grido di resistenza nei confronti delle avversità della vita. Al Bano rinuncia alla sezione ritmica e fa il pieno d'amore.

L'acuto vivente sembra non spingere fino in fondo, pur non rinunciando a mostrare le tonsille.
Il primo intermezzo racconta la storia di un nonno italiano che il maledetto 15 luglio 2016, a Nizza, ha salvato il nipotino dalla furia omicida di quel camion impazzito, rimettendoci una gamba. Poi è il turno di Ermal Meta con "Vietato Morire", che invita a una riflessione sulla violenza celata tra le mura domestiche.

Crozza fa la sua comparsa nei panni di Nando Pagnoncelli, il sondaggio che cammina. Nel suo intervento miscela la politica col festival, auspicando che le metodologie dell'uno si applichino all'altra.

Ma il momento migliore è quello in cui dice a Carlo a Maria che, vedendogli fare le scenette coi dentini finti, viene voglia di pagare il canone, a mediaset però!
Poi Michele Bravi canta il suo diario degli errori. E' il momento della grande bellezza, impersonata da Marica Pellegrinelli: 28 anni, super modella e moglie di Eros Ramazzotti. Affiancherà di tanto in tanto i due presentatori nell'introduzione dei cantanti, facendo strabuzzare gli occhi a più riprese.

Settimo campione in gara è Fiorella Mannoia, col suo inno alla vita e alla sua perfezione, mortificata quotidianamente da tradimenti e debolezze: "Che Sia Benedetta". Clementino, dopo il salvataggio della sera prima, disegna ancora scenari metropolitani e disagio giovanile, in un pezzo piuttosto autobiografico: "Ragazzi Fuori".
Dopo il rapper campano, Carlo Conti introduce Antonella Clerici. Spiritosa e burrosa come al solito, la regina della prova del cuoco presenta Lodovica Comello con "Il Cielo Non Mi Basta". Gigi D'Alessio è il decimo campione in gara; la sua canzone è dedicata alle persone care che non ci sono più, a quelle stelle nel cielo a cui si volge lo sguardo pensando a chi ci ha voluto bene.

Il trasformismo di Virginia Raffaele porta sul palco del festival Sandra Milo. La sua interpretazione è forse un pò troppo spinta, incentrata su una vita sentimentale disinvolta e con un riferimento all'uso di stupefacenti.
Paola Turci accetta il ruolo di donna più sexy della seconda serata, in cui aveva giacca e reggiseno, rilanciando nella quarta: solo giacca senza nulla sotto, tetta libera. Marco Masini con "Spostato Di Un Secondo" precede il momento della proclamazione del vincitore della categoria nuove proposte. Maldestro ottiene il premio della critica; a Tommaso Pini il premio della sala stampa. Trionfa Lele, ex "Amici" di Maria De Filippi.

Francesco Gabbani stasera non è affiancato da un orango, ma si fonde con esso. Si presenta infatti col costume da gorilla, lasciando fuori solo la testa. Al contrario, il ballerino che, nella precedente esibizione, era contenuto nell'orango, è vestito da Gabbani, col suo maglioncino arancione, salvo la testa, che continua ad essere quella di una grossa scimmia. Fantastico!

Dopo l'apparizione di Zingaretti, Maria ritorna a distribuire il portachiavi di Carlo Conti sul loggione e presenta Michele Zarrillo. Bianca Atzei ha un direttore d'orchestra dalla chioma entusiasmante: complimenti ai lunghi fili d'argento del maestro Marco Grasso.

Il suo brano celebra l'amore positivo. Nel mezzo dell'esecuzione la cantante milanese allenta la briglia alle sue emozioni, che esondano negli occhi lucidi, rischiando di compromettere la performance. Riesce però a riprendere il controllo finendo con grinta.

Giorgio Moroder riceve un premio alla carriera per aver portato in alto l'Italia nel mondo col suo lavoro di compositore e produttore discografico. Maria si cambia d'abito e chiama Sergio Sylvestre. A seguire Elodie e Fabrizio Moro. Diciannovesimo campione è una Giusy Ferreri leopardata: il brano riguarda ancora un inflazionato amore. Lei sembra un pò in affanno ma tant'è. Alessio Bernabei, ultimo big in gara, ci ricorda che l'amore è da scoprire ogni giorno nelle piccole cose. Ma ancora amore? Ancora amore? Per stasera l'overdose di cuoricini è terminata.

A fine serata c'è da ridurre ancora il numero dei cantanti: per 4 dei 20 sopravvissuti finisce qui. Si spera in una epurazione della quota d'amore. Prima del verdetto, però, c'è ancora spazio per un pò di tunz tunz con Robin Shulz, baronetto della dance tedesca, e per l'apparizione di Virginia Raffaele nei panni di se stessa, venuta a prendersi l'applauso e i fiori di Sanremo. Salutano l'Ariston Giusy Ferreri, Ron, Al Bano e Gigi D'Alessio. Tutti i giovani e gli esordienti sono salvi. La giuria stronca i big realmente big. Non è un festival per vecchi.


Temistocle Marasco


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