Taylor Hawkins e Ciccio Sultano: azzeriamo le distanze

18/07/2017

Me ne stavo sonnecchiante sulla spiaggia di Acquappesa. Do un'occhiata a facebook dal mio smartphone e vedo un post di Ciccio Sultano, chef del ristorante Duomo di Ragusa, che recita così: "ieri da me il batterista dei Foo Fighters Taylor Hawkins". E aggiunge due foto del musicista durante una performance live.

Sulle prime sono rimasto sbigottito, sulle seconde pure. Mi è sembrata un'associazione di uomini troppo strana. Mentalmente cercavo di mettere l'uno di fianco all'altro e continuavo a trovare la situazione così atipica da risultarmi quasi irreale.

Nella mia testa fermentava la dissonanza. A partire dall'aspetto fisico: da una parte Ciccio, con la sua giacca bianca, il grembiule e il faccione; dall'altra Taylor, con lo sguardo grintoso di quando picchia sui tamburi, i capelli lunghi biondi e la canotta metal. Ma la questione non è riducibile al solo impatto visivo. Il nocciolo della diversità sta ancor di più in ciò che rappresentano.

Da un lato pensi che il cibo non sia poi così importante per un batterista, per giunta americano, che quindi affogherà nei cheeseburger e avrà una parte importante del suo cuore ricoperta di formaggio cheddar.

Mentre Ciccio vuol dire eccellenze siciliane: dal ragusano dop al gambero rosso di Mazara, dall'aglio di Nubia al pistacchio di Bronte. E senti il profumo degli agrumi e della ricotta infornata, assapori la salinità dei capperi e dei ricci di mare.

Inevitabilmente il parallelo si sposta sulla musica. Così ti chiedi se l'alta cucina possa avere come sottofondo il post grunge dei Foo Fighters. In fondo anche una cena è una sinfonia. Ma di che sinfonia parliamo, di quale ritmo? Ciò che percepisce il cliente in un ristorante stellato è una calma apparente, un ambiente in cui le voci sono basse, il servizio è puntale e tutto scorre liscio come l'olio. Per questo verrebbe da associare a un simile contesto una musica rilassante. Ma basta varcare la soglia della cucina per cambiare disco: i fuochi, le comande, l'alta velocità, la pressione, talvolta i toni accesi, la passione, l'adrenalina. Così anche al Duomo di Ragusa, in cui lo chef sperimenta, stupisce e propone la sua innovazione nel solco della tradizione.
Alcuni piatti rendono ossequio alla grande cucina siciliana, altri sono coraggiosi e sferzanti: ostrica e piccione, ad esempio, è come un assolo di batteria, una frustata sulla schiena, una azzardata esplosione di energia.

Allora si che ci si vede il rock. E in quel momento quella stramba associazione di uomini, da cui era partito tutto, diventa molto più normale, perché in fondo Taylor e Ciccio non sono poi così distanti.

Temistocle Marasco


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